Sole in Gemelli, Luna e Venere in Leone

venere leo

Una linea sottile tra mente, cuore e spirito.
Abbiamo sempre una scelta, stare nel dolore o vedere con chiarezza la nostra luce e la nostra verità. La mente interpreta il nostro dolore come verità ma la sofferenza è negare ciò che è vero.
E’ una linea sottile, basta un semplice movimento dello sguardo per passare dalla resistenza, quando crediamo alle storie che costruiamo, allo splendore creativo del nostro vero essere.
Il cambiamento allora diventa definitivo, esilarante, il sollievo dalla nostra importanza personale ci libera e ci permette di sentire tutto l’amore che abbiamo sempre avuto a disposizione e che non riuscivamo a vedere. La gioia e la felicità sono a nostra disposizione se solo riusciamo a cogliere l’onda, a fluire con naturalezza nella vita. Comunichiamo partendo dal cuore. Le nostre relazioni si fanno così eccitanti, calorose, brillanti, siamo co-creatori e portatori di un cuore generoso. Fuori c’è un mondo con tutta la sua bellezza.

A volte il cuore fa male senza una ragione precisa, sembra sentire tutte le eco del passato e lo struggimento e il dolore diventano parte della carne, non importa quanto la realtà renda felici, quest’onda scuote nel profondo e riverbera in mille suoni senza nome.
E’ un manto di nostalgia che avvolge e fa mancare il respiro, una mancanza così presente, un senso di perdita antico che sembra tramandato attraverso le generazioni. Allora non si può fare altro che sentire, con totalità e attenzione, immersi in una dimensione senza tempo che si dilata ad ogni palpito del cuore e nell’arrendersi sentir fiorire nel centro del petto un piccolo nucleo di pace indistruttibile, un messaggero di saggezza infinita che con grazia ci riporta a pulsare al ritmo dell’universo.

Ho messo la mia anima fra le tue mani.
Curvale a nido. Essa non vuole altro
che riposare in te.
Ma schiudile se un giorno
la sentirai fuggire. Fa’ che siano
allora come foglie e come vento,
assecondando il suo volo.
E sappi che l’affetto nell’addio
non è minore che nell’incontro. Rimane
uguale e sarà eterno. Ma diverse
sono talvolta le vie da percorrere
in obbedienza al destino.

Margherita Guidacci
nata il 25 aprile 1921
Sole in Toro e Luna in Sagittario
poetessa e traduttrice italiana

Fermati un momento

Fermati un momento. Sei qui, ora, stai respirando. Ad ogni respiro il fiore della pace nel tuo petto si espande, la pancia si rilassa morbida, le spalle scendono. Ad ogni respiro lo spirito ti riempie di una leggerezza che invade tutto il corpo. Sei pace, sei calma, sei amore, sei brezza gentile.

Guaritori, terapisti, amici e amanti!

Quando ti siedi con un amico nel dolore,
quando il loro mondo non ha più senso;
quando infuria la confusione e
non si può trovare riposo

Solo per un momento,
resisterai alla tentazione
di migliorare le cose,
di rassicurarli,
di fornire risposte,
anche di guarirli?

Offrirai la tua calma, il tuo ascolto,
la tua presenza e il calore
della tua immediatezza?

Li terrai nel tuo cuore,
con la stessa tenerezza
di una madre che tiene il suo piccolo?

Li abbraccerai dove sono,
senza aver bisogno che cambino o si trasformino
in base alle tue esigenze e ai tuoi programmi?

Resterai accanto,
tenendo vicino
la tua impazienza e il tuo disagio?
Li guarderai negli occhi
e vedrai te stesso?

Rimarrai nell’inferno della guarigione
con loro, confidando nella disintegrazione,
sapendo che stai solo assistendo
la caduta di un vecchio sogno?

A volte nel non fare nulla
tutto è disfato,
e l’amore si rivela essere
l’unica vera medicina.

Matt Licata e Jeff Foster

Non ti chiedo di distinguermi dagli altri

“Non ti chiedo di distinguermi dagli altri
ma di distinguermi in te.
Di ridurmi a me stesso, a questo punto
di ciò che è.
E tutto sarà salvo
tutto raccolto e quieto
in quest’ora contento.
Io sarò nuovo, allora
in riva a te.
Nella luce del mare, un punto vivo.”

Roberta De Monticelli
nata il 2 aprile 1952, Sole in Ariete e Luna in Cancro
filosofa italiana

Alda Merini: lettera al dottor G.

Alda, come un raggio di luce illumini paesaggi bui e polverosi acquietatisi dentro di me. Il tuo dolore vivo è il mio, le tue parole sono note usurate che voglio cantare con voce nuova; ho diviso con te la paura senza fine, l’amore dilaniante, la soglia della morte della coscienza, sorella sfortunata, il tuo dono riempie ora una moltitudine di cuori, grazie, grazie.

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Alda Merini al dottor G.
Egregio professore, so che le è stato riferito che io non prendo «regolarmente» le sue medicine. Naturalmente si tratta dei soliti pettegolezzi di ospedale che purtroppo alle volte rovinano con la loro cattiveria la buona fede di chi crede nella lealtà del prossimo.
È vero, qualche volta ho omesso il Nobrium perché non volevo cadere nel solito stato di incoscienza e volevo tenermi un po´ desta, un po´ attiva, ma se mai un ammalato non prendesse i medicamenti prescritti la cosa più grave non è nella omissione degli stessi ma nel proposito, assurdo e malato, di non volere guarire. Chi viene a riferirle queste cose dimostra un animo molto meschino ed io nella mia semplicità ed anche nella mia malattia mi rallegro di non essere tra le file di quelli che si chiamano «spie». […]
Vede che in questo momento il mio equilibrio è sano, però prima che io possa accedere ad una certa chiarezza occorre che lasci libero sfogo alle lacrime che comprendono tanti e tanti dispiaceri. Ad esempio proprio ieri ho visto un uccellino che giocava nella sabbia, era così tenero, così patetico, che vi ho visto raffigurata la mia creatura. Le parrà assurdo ma lei non può sapere da uomo cosa significa sentirsi palpitare dentro un altro cuore, sentirselo proprio per dei mesi, donarsi ed essere continuamente gratificata da questo amore nuovo che sorge. Come vorrei farglielo intendere e come vorrei pure che ella capisse che tutta la mia confusione altro non è che un grande contenuto dolore, tanto grande, quanto grande può essere la misura di un sacrificio umano.

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