Libertà!

release mani catene farfalla“Fino a quando il mondo intero non sarà libero di essere d’accordo o in disaccordo con te, finchè non avrai dato la libertà a tutti di piacergli o meno, di amarti o odiarti, di vedere le cose come le vedi, o vedere le cose in modo diverso – prima di aver dato al mondo intero la sua libertà – non avrai mai la tua libertà”

Adyashanti

“Until the whole world is free to agree with you or disagree with you, until you have given the freedom to everyone to like you or not like you, to love you or hate you, to see things as you see them, or to see things differently – until you have given the whole world its freedom – you’ll never have your freedom”

Adyashanti

In una parabola dei Nativi Americani, il Creatore riunisce tutti gli animali e dice: “Voglio nascondere qualcosa agli umani fino a che non siano pronti per averla: la consapevolezza che sono loro stessi a creare la propria realtà”.

“Dalla a me. La porterò sulla Luna”, dice l’aquila.

“No, presto arriverà il giorno in cui essi andranno lassù e la troveranno”.

“E se la portassimo nelle profondità dell’oceano?” chiede il salmone.

“No, anche li la troverebbero”.

“La sotterrerò nelle grandi pianure”, dice il bufalo.

“Presto scaveranno e la troveranno”.

“Nascondila dentro loro stessi”, dice la saggia nonna talpa.

“Fatto”, dice il Creatore. ” E’ l’ultimo posto nel quale guarderanno”.


In a parable of the Native Americans, the Creator gathers all the animals and says, “I want to hide something from the humans until they are ready for it: the awareness that they themselves create their own reality.”

“Give it to me.’ll take it to the moon,” said the eagle.

“No, soon the day will come when they will go up there and find it.”

“And if we bring it in the depths of the ocean?” asks the salmon.

“No, they would find.”

“I’ll bury it in the great plains,” said the buffalo.

“Soon they will dig and find it.”

“Hide it within themselves,” says the wise grandmother mole.

“Done,” says the Creator. “It ‘s the last place in which they will look.”

longchenpa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal terreno dell’amicizia (metta) 
Cresce la splendida fioritura della compassione (karuna) 
Innaffiata con lacrime di gioia (mudita) 
Sotto l’ombra fresca dell’albero dell’equanimità (upekkha)

– Longchen Rabjampa, monaco Buddista, 14° secolo

 


 

Out of the soil of friendliness (metta)
Grows the beautiful bloom of compassion (karuna)
Watered with tears of joy (mudita)
Under the cool shade of the tree of equanimity (upekkha)

– Longchen Rabjampa, 14th century Buddhist monk

Siate autentici!

ImmagineDi solito mi rifaccio ai testi del Dottor Bach su salute e malattia, nella loro semplicità sono meravigliosi e spiritualmente altissimi. Ho trovato questo testo e ho iniziato a leggerlo senza sapere chi lo avesse scritto, mi sembrava tanto uno dei testi del buon dottore e sono rimasta stupita quando alla fine ho visto che era di Alejandro Jodorowsky. Amo parecchio anche lui ma di solito è più, come dire…leoninamente ribelle, invece qui è semplice, conciso, lineare, va dritto al punto, e che punto. Quindi cari, siamo autentici!

“Dietro ogni malattia c’è il divieto di fare qualcosa che desideriamo oppure l’ordine di fare qualcosa che non desideriamo. Ogni cura esige la disobbedienza a questo divieto o a quest’ordine.

E per disobbedire è necessario abbandonare la paura infantile di non essere amati; vale a dire di essere abbandonati. Questa paura provoca una mancanza di coscienza: non ci si rende conto di quello che si è davvero, cercando di essere quello che gli altri si aspettano che noi siamo.

Se si persiste in questa attitudine, si trasforma la propria bellezza interiore in malattia. La salute si trova solo nell’autentico, non c’è bellezza senza autenticità, ma per arrivare a quello che siamo davvero dobbiamo eliminare quello che non siamo. Essere quello che si è: questa è la felicità più grande.”
Alejandro Jodorowsky


 

Usually I refer to Dr. Bach’s texts on health and disease, they are wonderful in their simplicity and spiritually high. I found this text and I started reading it, I felt so much one of the texts of the good doctor and I was amazed when I saw it was Alejandro Jodorowsky. I love him a lot too but he’s usually, you know… a rebel lion, instead here he is simple , concise, linear, he goes straight to the point, and what a point! So dear, let’s be authentic !

Behind every disease there is a prohibition of something that we want or an order to do something you do not want . Each treatment requires disobedience to ban this or that order.

And to disobey is necessary to abandon the childish fear of not being loved; to be abandoned. This fear causes a lack of consciousness: we do not realize what we really are, trying to be what others expect us to be.

If we persist in this attitude , we turns our inner beauty in disease. Health is found only in the authentic, there is no beauty without authenticity, but to get to what we really are, we have to eliminate what we are not. Be what you are, this is the greatest happiness.
Alejandro Jodorowsky

Immagine

Don’t let them say I wasn’t born,
That something stopped my heart
I felt each tender squeeze you gave,
I’ve loved you from the start.

Although my body you can’t hold
It doesn’t mean I’m gone
This world was worthy, not of me
God chose that I move on.

I know the pain that drowns your soul,
What you are forced to face
You have my word, I’ll fill your arms,
Someday we will embrace.

You’ll hear that it was meant to be,
God doesn’t make mistakes
But that wont soften your worst blow,
Or make your heart not ache.

I’m watching over all you do,
Another child you’ll bear
Believe me when I say to you,
That I am always there.

There will come a time, I promise you,
When you will hold my hand,
Stroke my face and kiss my lips
And then you’ll understand.

Although I’ve never breathed your air,
Or gazed into your eyes
That doesn’t mean I never was,
An Angel never dies.

Author Unknown

Tienimi stretta

Tienimi stretta

tienimi vicina

portami con te.

Dentro questo passo

in quello che verrà

dentro questa mano

in quella che nascondi

Dentro ogni pensiero

dentro ogni sgambetto

portami con te

dentro un movimento

dentro la sua pausa

quando siamo fermi

soli in riva al mondo

quando tu mi guardi

quando non rispondo

prendimi la faccia

usa quelle mani

prendimi la faccia

voglio che rimani

Guardami

e se devi andare

fa che sia per gioco

fa che sia per poco

fa che sia per finta

come nascondino

come da bambino

non è come sembra

tu sei la mia ombra

perché sei con me

anche quando piove

anche quando dormo

anche quando sogno

anche quando ballo

dentro una canzone

dentro un’emozione

dentro il suo riflesso

fuori come adesso

e prima di andar via

prendimi le mani

scioglimi i capelli

scoprimi la pelle

scendi sottotraccia

abita i miei cuori

abita gli odori

abita gli errori

abita la vita.

Vivimi così.

Anche da lontano.

Eleanor “Ellie” Arroway

Un tributo a chi è passato oltre

Do not stand at my grave and weep
I am not there, I do not sleep
I am a thousand winds that blow
I am the diamond glints on snow
I am the sunlight on ripened grain
I am the gentle autumn’s rain.
When you awaken in the morning’s hush
I am the swift, uplifting rush
of quiet birds in circled flight.
I am the soft stars that shine at night.
Do not stand at my grave and cry;
I am not there, I did not die.

Mary E. Frye 1932